Uganda

Uganda

L’Uganda conquista la sua indipendenza dal domino inglese nel 1962 e nel 1971 il presidente Milton Obote viene cacciato da un colpo di stato che porta al potere il comandante dell’esercito: Idi Amin Dadà. Il suo governo è caratterizzato da violenze, massacri, vere e proprie follie che portano il Paese, definito per la sua bellezza “la perla dell’Africa”, alla completa rovina. Amin viene infine cacciato dalle truppe tanzaniane che rimettono al potere Milton Obote.
E’ il 1979. Inizia però una nuova stagione di lotta armata portata avanti da Yowery Museveni, che pur essendo stato l’artefice della vittoria su Amin, si ritrova estromesso dal potere.
La guerriglia armata coinvolge soprattutto il sud e il centro del Paese e la tribù Baganda paga con 300.000 morti il suo sostegno a Museveni. Nelle regioni del Nord, sottoposte ad una feroce repressione, prende il via una nuova azione di guerriglia antigovernativa: nel 1989, infatti, Joseph Kony, fonda l’LRA (Lord’s Resistance Army, l’esercito di resistenza del Signore).
Dal 2002 gli “olum” (“erba”, come vengono chiamati i ribelli) intensificano le loro azioni in tutti i distretti del Nord costringendo più di 1 milione mezzo di persone a cercare rifugio e protezione nelle missioni, negli ospedali, nelle città più grandi (Lira, Gulu, Kalongo…), nelle quali nascono immensi campi di rifugiati. Tutte le strade sono insicure e percorribili spesso solo con una scorta armata.
Le tribù Acholi e Lango contano più di 100 mila vittime e 25.000 bambini rapiti per farne dei soldati, la crisi è vissuta nella quasi totale dimenticanza e assenza della comunità internazionale.
Nelle elezioni presidenziali del febbraio 2006 Museveni viene confermato per la terza volta in carica, cosa permessagli in seguito ad una riforma costituzionale del 2005.
Queste sono state le prime elezioni aperte a più partiti, da 26 anni.

Oggi, l’Uganda ha una popolazione totale di 29 milioni di abitanti.

Il tasso di crescita della popolazione è del 3,3% annuo. Secondo i dati più recenti la percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà è del 38%. Il reddito medio pro capite è di 320$ all’anno. Con il 51% della popolazione composto da bambini con meno di 14 anni, l'Uganda è il Paese più giovane del pianeta. L’aspettativa di vita alla nascita è di circa 47 anni. Il tasso di fertilità totale è di 7,10 bambini nati per donna; su 1000 bambini nati vivi, 86 muoiono nei primissimi mesi di vita, 131 entro i 5 anni.
Nonostante i risultati raggiunti grazie alle riforme economiche e politiche compiute negli anni ’80 e ‘90 l’Uganda è ancora uno tra i paesi più poveri del mondo.
Dal punto di vista del rispetto dei diritti umani l’Uganda resta uno dei paesi con diversi punti di attenzione per gli organismi che si occupano di questioni umanitarie molte delle quali derivanti dal conflitto civile che ha dilaniato il settentrione del paese per vent’anni. Secondo fonti ONU oltre 30.000 minori sono stati strappati dalle loro famiglie ed arruolati a forza o ridotti in schiavitù dall’inizio della guerra. I conflitti hanno inoltre provocato circa 1 milione di profughi con l’insorgere di situazioni di emergenza sanitaria (epidemie di colera e scarsità di acqua). Malaria, infezioni respiratorie e diarrea rimangono la principale causa di morte per bambini con meno di 5 anni. 20.000 bambini all’anno continuano a contrarre l’HIV dalle proprie madri. Quasi la metà dei due milioni di orfani dell’Uganda sono stati causati dall’Aids.
Dal punto di vista dell’istruzione media, nonostante qualche passo in avanti compiuto negli ultimi anni, oggi solamente il 40% degli alunni continua gli studi al termine dei sette anni di scuola primaria.