Kalongo, dal Diario di Francesca

Kalongo, dal Diario di Francesca

23 Giu 2018

Un'altra specializzanda in Pediatria di Torino ha dato il cambio a Martina e si trova ora a Kalongo. Anche lei è al lavoro ogni giorno con il dr. Tito (pediatra italiano della Fondazione Ambrosoli) e il dr. Maurice (medico ugandese responsabile del Reparto di Pediatria del Dr.Ambrosoli Memorial Hospital), imparando da loro e portando la propria voglia di crescere e condividere al servizio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
Anche lei ci regala parole toccanti, che descrivono una realtà quotidiana densa e difficile, ma uno spirito forte e attento!
La seguiamo attraverso la nostra pagina Facebook, ma trovate anche di seguito un estratto dei suoi racconti...

"La giornata a Kalongo inizia presto, e quando non c’è la sveglia ci pensano i galli…ma basta vedere qualche alba per capire che ne vale la pena!
L'ospedale si sveglia sempre prima di te e al tuo arrivo è sempre già pieno di vita: mamme che allattano, lavano e stendeno panni, bimbi che ridono, uomini e donne che cucinano posho, fagioli e mais…

Alle otto e mezza si comincia il giro in reparto: il numero di pazienti ricoverati è molto variabile, può andare da 25-30 fino a più di 100 bambini. Sì, qui la disponibilità del letto non è un limite per il ricovero: se un bimbo è malato, un posto per dormire si troverà, che sia condividendo il letto con un vicino, che sia facendosi spazio tra gli altri bimbi e le mamme sui tappetoni sul pavimento della Children Ward.

Al mattino solo i bimbi più gravi si visitano al letto, gli altri si mettono in fila con le loro mamme o con i loro papà, seduti su una panca, ed uno alla volta vengono a farsi visitare. La maggior parte dei genitori non parla inglese e, quando le cinque domande del tuo Acholi base non bastano (o le risposte sono troppo articolate…), avere accanto un infermiere che parla bene Acholi è fondamentale.

Appena arrivati dall’Italia colpisce molto come ognuno aspetti il suo turno senza lamentarsi mai dell’attesa, e colpiscono la fiducia serena che si legge negli occhi dei genitori e il modo con cui si affidano a te e ti affidano i loro bambini. E se lassù nel curare un bambino spesso il problema è solo se sei all’altezza, se sei abbastanza preparato e bravo, qui bisogna imparare a confrontarsi con il fatto che tante volte mancano i mezzi (farmaci, apparecchiature, esami) o il personale per fare quello che sarebbe giusto fare…e questo costa delusioni e qualche lacrima, ma ti insegna a mettercela tutta per migliorare quello che si può cambiare e ad accettare quello che non si può. Una delle tante cose che Kalongo ha da insegnare.."